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Università, boom di lauree all'estero

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Università, boom di lauree all'estero

Messaggio  Gilberto Carron il Mer Mag 09, 2012 2:44 pm

Romania, Bulgaria o Albania fra le mete più gettonate

roma

Diventare medico ad Arad, avvocato a Sofia o economista a Tirana o laurearsi restando a casa propria dietro lo schermo di un pc. Sono sempre più numerose le offerte di lauree da parte di atenei stranieri che, con tanto di pubblicità su internet o su altri media, “attirano” studenti italiani con la promessa di un diploma universitario, soprattutto per facoltà che in Italia sono a numero chiuso e richiedono un rigoroso test di ammissione. Il tutto a prezzi non proprio “scontati”: in media dai 3.400 euro l’anno della statale di Timisoara, in Romania, agli oltre 15.000 per quella di Madrid.

Si va dall’università privata “Vasile Goldis” di Arad in Romania, dove si può studiare medicina, odontoiatria, farmacia, fisioterapia, scienze infermieristiche e ostetricia, all’ateneo di Sofia in Bulgaria, la cui offerta formativa ’vantà addirittura 24 lauree di primo livello, 56 tra lauree magistrali e master e 20 dottorati di ricerca. Economia, legge, informatica e storia sono solo alcuni dei percorsi di laurea proposti.

A Tirana, in Albania, sono due le università private che dispensano titoli di tutti i tipi: l’Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio, dove si può studiare medicina, farmacia, scienze economiche e politiche e l’università Kristal - quella agli “onori” della cronaca dopo la laurea conseguita oltreconfine dal “Trota” Renzo Bossi - con percorsi in medicina, legge, economia e scienze politiche.

Anche in Spagna ci sono delle università private che offrono corsi di laurea in medicina e odontoiatria, in particolare a Madrid, Barcellona, Valencia e Navarra.

Percorsi universitari pubblicizzati in Italia da società quali, ad esempio, la Tutor University, che si occupa proprio dell’orientamento e dell’assistenza dei giovani che vogliono “emigrare” per studio. Il costo del servizio è di 4 mila euro. La società promuove anche degli Open day, eventi organizzati in giro per l’Italia, per far conoscere l’offerta formativa di queste università. «I giovani che si rivolgono a noi sono interessati maggiormente alle facoltà di medicina e odontoiatria, perché in Italia il test di ammissione è un vero e proprio ostacolo - conferma Gaetano Vario, presidente di Tutor University, che aggiunge - il percorso di studi in medicina è uguale e dura anche in Romania 6 anni, ma lì si fa molta più pratica.

Di tutt’altro avviso il giudizio di alcuni atenei italiani. Dall’università di Roma La SapienzA, fanno sapere che quanto promosso da queste società non corrisponde spesso a verità. «Non è assolutamente possibile evitare il test di ammissione per le facoltà a numero chiuso - dicono dall’ufficio stampa - perché anche iscrivendosi a un’università straniera per decidere, dopo il primo anno di corso, di rientrare in Italia si deve comunque sostenere la prova d’ingresso perché il test è obbligatorio».

E ancora: «se è vero che un titolo di laurea acquisito in un ateneo di qualsiasi paese dell’Unione Europea è comparabile al titolo di italiano - sottolineano - è anche vero che in caso di laurea in medicina poi per l’abilitazione all’esercizio della professione è necessaria l’approvazione del ministero della Salute». Per chi invece proprio non vuole saperne di muoversi, la soluzione è “a portata di mousE”. Sono ben 11 le università telematiche, riconosciute dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ci si iscrive online, dal web è possibile seguire le lezioni così come sbrigare le pratiche burocratiche, e anche il tutor personale ti risponde via internet.

Per chi vuole espatriare anche virtualmente, oltralpe c’è l’università privata a distanza di Lugano in Svizzera che offre corsi di laurea in economia, scienze della comunicazione, scienze politiche, informatica e scienze aziendali. Insomma, il vecchio, caro “pezzo di cartA” resta ancora un traguardo ambito dai giovani italiani, ma in molti - quelli che possono permetterselo economicamente - scelgono strade più veloci, scorciatoie però che paradossalmente sono a migliaia di chilometri da casa se non addirittura virtuali.
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