Genitori a scuola
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Per non perdere la bussola e navigare sicuri on line

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Per non perdere la bussola e navigare sicuri on line

Messaggio  Bond il Mer Gen 12, 2011 12:24 am



A semplice richiesta delle scuole la Polizia di stato offre un corso di navigazione on line.
Il progetto, navigare sicuri, è gratuito e oltre a dare indicazioni per la tutela dei minori offre consigli per navigare e divertirsi protetti.
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Bond
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Consigli ai giovanissimi per non perdersi nella rete

Messaggio  Gilberto Carron il Mer Gen 12, 2011 11:41 am

Secondo anno consecutivo per l'iniziativa che insegna ai giovani dai 13 ai 18 anni come sfruttare le potenzialità del web senza correre rischi. Lo scorso anno ha riguardato 180mila studenti di oltre 450 scuole di tutta Italia. Realizzata grazie alla partnership tra Google/YouTube e Polizia delle Comunicazioni, con il sostegno del ministero della Gioventù

NAVIGARE in Internet senza "cadere" nella Rete: questo l'obiettivo dichiarato di "Non perdere la bussola", progetto tecno-educativo rivolto ai giovani dai 13 ai 18 anni - per insegnare loro a sfruttare appieno le potenzialità comunicative del web senza correre rischi - realizzato grazie alla partnership tra Google/YouTube e Polizia delle Comunicazioni con il sostegno del ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Un'iniziativa, lanciata per la prima volta lo scorso anno, che ha coinvolto 180mila studenti di oltre 450 scuole di tutta Italia e che quest'anno si arricchirà di incontri ad hoc rivolti a genitori ed insegnanti. Gli argomenti dei workshop formativi - tenuti direttamente in classe da giovani poliziotti esperti di nuove tecnologie - saranno: la tutela della privacy, la netiquette e le norme di comportamento nelle community, la segnalazione di contenuti inappropriati, il cyberbullismo e la tutela del copyright.

"Formati e informati". Per il ministro Meloni è essenziale lavorare sul tema della prevenzione e affrontare il rapporto tra generazioni, uno dei grandi problemi della modernità, con iniziative come questa: "Internet fa ormai parte del mondo dei ragazzi ma, spesso, chi dovrebbe indirizzarli rischia di non avere le competenze tecniche adeguate. La Rete rappresenta un mare di opportunità: imparare a utilizzarla in maniera consapevole, evitando le trappole di cui è disseminata, vuol dire affrontare il futuro con una marcia in più". Sottoscrive il
prefetto Oscar Fioriolli e illustra le linee-guida contro i crimini informatici: "Come Polizia delle Comunicazioni lavoriamo a stretto contatto con i social network per garantire una navigazione sicura nel mondo virtuale di Internet. Nel 2010 abbiamo monitorato 19mila siti sospetti, svolto 66 operazioni sotto copertura che hanno portato all'arresto di 63 persone e alla denuncia di altre 600 per reati connessi alla pedopornografia".

"Arrivare ai ragazzi". Il direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Antonio Apruzzese evidenzia la difficoltà di sintonizzarsi sulle frequenze emotive degli studenti, superando la diffidenza e senza dare l'impressione di prescrivere soltanto divieti: "Il problema più grande è cercare di arrivare ai ragazzi, anche per una loro naturale forma di insofferenza. Per questo gli incontri sono tenuti da poliziotti giovani ed esperti di tecnologia: in questo modo riusciamo a stabilire un contatto - a orecchie aperte e a cuore aperto - e i riscontri ottenuti sono molto positivi". Le scuole interessate possono aderire al progetto scrivendo a polizia.comunicazioni@interno.it 1.

Navigare in sicurezza. Educare all'uso di internet è un imperativo per il colosso di Mountain View, come sottolinea Scott Rubin, Head of Policiy and Communications Strategy EMEA di Google: "Questo progetto di grande rilievo ci vede collaborare strettamente con le istituzioni e la società civile e quindi ha una grande concretezza. Ci permette, inoltre, di misurarci con gli utenti e le loro esigenze. Ed è proprio sulla base dell'esperienza fatta nella prima edizione che abbiamo deciso di ampliare il progetto a genitori, educatori ed associazioni che offrono supporto alle persone disabili". Sempre in quest'ottica Google - in collaborazione con Save the Children, Telefono Azzurro e Terre des Hommes - ha creato un nuovo Centro Sicurezza Online per la Famiglia 2 per raccogliere spunti e dispensare consigli su come utilizzare al meglio gli strumenti di sicurezza per navigare in Rete.

Genitori poco tech. Secondo una recente indagine commissionata alla società di ricerche di mercato People, condotta su un campione rappresentativo di oltre 500 genitori di bambini tra gli 8 e i 13 anni - appena il 18% mostra di conoscere appieno le nuove tecnologie e di essere in grado di affiancare in modo appropriato i figli in un approccio corretto e responsabile ai media digitali. Il restante 82% del campione di genitori esaminato dalla ricerca oscilla tra ansia, compiacimento e imprudente permissivismo: ben il 35% è cosciente di essere impreparato davanti alla continua evoluzione tecnologica e tende ad affrontare il problema mediante puri divieti non argomentati imposti ai figli. Un 26% - generalmente poco informatizzato - è orgoglioso del fatto che i figli sappiano utilizzare le nuove tecnologie e favorisce indiscriminatamente l'esposizione massiccia agli stimoli digitali. C'è poi un 21% di genitori che demandano totalmente ai media il compito di fare da balia ai loro figli.

L'affare del cybercrimine. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni mette in guardia sui pericoli legati ai reati commessi nel mondo "virtuale" della Rete - furti d'identità, frodi informatiche e pedopornografia - con ricadute estremamente negative nel mondo "reale", che sviluppano un imponente giro d'affari a vantaggio della criminalità: "Il cybercrime si combatte con la prevenzione, attraverso nuovi strumenti perché si tratta di crimini insidiosi: solo la pedopornografia fattura tre miliardi di euro ogni anno e rappresenta un cancro che va combattuto senza timori e titubanze. La prevenzione deve muovere dalla formazione, per questo il progetto è indirizzato alle scuole e alle famiglie. Inoltre, la partnership tra governo e aziende private è fondamentale per garantire la massima sicurezza ai nostri ragazzi
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