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I segreti per scegliere la laurea vincente

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Matricole "a numero chiuso" più medici e meno architetti

Messaggio  Gilberto Carron il Mar Lug 20, 2010 5:39 pm

A settembre le prove di ammissione per entrare nelle facoltà a numero chiuso. Il test d'ingresso si svolgerà in contemporanea in tutte le università statali
ROMA - Il countdown è cominciato: per molti studenti freschi di Maturità, aspiranti matricole di corsi di laurea a numero chiuso, le vacanze sono finite ed è tempo di rituffarsi nei libri. Una nuova e impegnativa prova li attende: la prova di ammissione per entrare nelle facoltà ad accesso programmato a livello nazionale. Il test d'ingresso vincolante (80 domande a risposta multipla) si svolgerà a settembre, in contemporanea in tutte le università statali e in un'unica giornata, per ciascuna delle tipologie previste dal Miur. Aprirà le danze, il 2, Medicina e Chirurgia; il giorno successivo sarà la volta di Odontoiatria e Protesi Dentaria; a seguire Medicina Veterinaria (il 6), Architettura (il 7) e Professioni Sanitarie (l'Cool; chiuderanno la serie, il 20 settembre, i corsi in Scienze della Formazione Primaria.

I posti in palio. Tra le aspiranti matricole "a numero chiuso" solo 52.808 riusciranno ad accedere al corso prescelto, rispondendo correttamente ai test e superando la barriera d'ingresso. La maggior parte dei posti a disposizione per studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia si concentra nell'area sanitaria (38.705), con differenze sostanziali tra i diversi settori e le relative branche. Nelle professioni sanitarie (28.135 posti complessivi) a fare la parte del leone è Infermieristica con ben 16.336 disponibilità (1.427 in più rispetto allo scorso anno) mentre i corsi in Tecniche Audiometriche avranno soltanto 114 nuove matricole; gli immatricolati in Medicina e Chirurgia saranno 8.775, con un incremento di 750 unità rispetto a quanto inizialmente previsto per l'a. a. 2009/2010 (a novembre 2009, per decreto, i posti furono portati da 8.075 a 8.508). Crescono anche i posti per i futuri dentisti (789 rispetto ai 690 dell'anno scorso) mentre le matricole in Veterinaria saranno 44 in meno (passando da 1.050 a 1.006). Stabili i posti per Scienze della Formazione Primaria: da 4.806 a 4.838. Stretta, invece, su quelli finalizzati alla professione di Architetto (Architettura e Ingegneria Edile): tagliati 620 posti, quest'anno potranno iscriversi in 9.265 rispetto ai 9.885 dell'a. a. 2009/2010.

Statistiche d'accesso. Per riuscire a entrare bisogna giocare bene le proprie carte, e anche la scelta dell'ateneo dove sostenere il test d'ingresso ha un'importanza strategica. L'apriti-sesamo per il numero chiuso è una formula che dipende da più fattori, primo fra tutti il rapporto tra posti disponibili e iscritti alla prova in una determinata sede. "Dov'è più facile entrare?" è la domanda che in questi giorni va per la maggiore nei forum studenteschi: Internet rappresenta la cassa di risonanza di un tam tam fatto di "dritte" più o meno attendibili. Le statistiche del Miur relative allo scorso anno individuano che per Medicina e Chirurgia la sede con il rapporto più "favorevole" è stata Siena (1 posto ogni 5,3 candidati) ma il punteggio minimo per essere ammessi (37,5) si è registrato a L'Aquila. Per Veterinaria a Torino c'era meno concorrenza (1 posto ogni 3,9 candidati) e a Sassari (punteggio minimo d'ammissione 33) era più facile entrare. Odontoiatria è stata complessivamente la più selettiva: in media 23,9 candidati per ogni posto e un punteggio minimo di 57,4 (a Palermo addirittura 65,5). Parametri variabili di anno in anno, che servono però a farsi un'idea del test ed evidenziano un paradosso: non essendo prevista una graduatoria nazionale, alcuni studenti con punteggi medio-bassi in sedi "abbordabili" riescono a farcela, mentre altri - iscritti in sedi più "ostiche" - oggettivamente più preparati restano fuori.

Come funziona. Chi ha conseguito un voto basso alla Maturità non parte svantaggiato: ai blocchi di partenza i candidati vengono messi tutti sullo stesso piano e ciò che conta è rispondere correttamente agli 80 quesiti del test: risposta esatta 1 punto, errata -0,25, non data 0. In caso di parità di voti tra candidati si privilegia chi ha risposto in modo esatto alle domande più "specifiche e caratterizzanti" della propria area-studi. Solo nel caso-limite di ulteriore parità entra in gioco la votazione dell'esame di Stato e ovviamente la spunta chi ha preso di più. Tutti i test prevedono una batteria di domande di "cultura generale e ragionamento logico" e una serie di quesiti "di indirizzo": nell'area sanitaria biologia, chimica, fisica e matematica; per Architettura storia, disegno e rappresentazione, matematica e fisica; per Scienze della Formazione Primaria pedagogia, linguistica e cultura matematico-scientifica.

Online a tutto quiz. Una cosa è certa: qualunque corso a numero chiuso si scelga, in qualsiasi città si decida di provare a entrare, la preparazione va fatta con metodo. I più previdenti già da mesi si stanno esercitando compilando pagine di quiz a risposta multipla. Una valida risorsa da cui attingere è il sito ufficiale del Ministero (accessoprogrammato.miur.it 1) che fornisce tutte le informazioni sui corsi e il simulatore per le prove d'ammissione e le soluzioni di tutti i quesiti più recenti, a partire dall'a. a. 2006/2007. Nel mare magnum di Internet, però, esistono una miriade di portali fai-da-te che dispensano consigli in quantità: quali manuali studiare, come potenziare la memoria e addirittura quale dieta seguire per arrivare al test in perfetta forma psico-fisica. Senza contare il fatto che, ormai, anche nelle facoltà a libero accesso sono previste prove d'orientamento in ingresso: chi non le supera accumula debiti formativi da recuperare entro il primo anno. Per non partire col piede sbagliato, in questi casi, occorre "rinfrescare" le proprie conoscenze con qualche settimana di studio. E per mantenere la mente allenata anche sotto l'ombrellone? Possono bastare le parole crociate

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I quattro punti cardinali per la scelta dopo la maturità

Messaggio  Bond il Lun Lug 19, 2010 11:49 am

Sottolineo l'articolo segnalato qui sopra da Gil e ri-pongo in evidenza gli ultimi paragrafi.

I quattro punti cardinali per progettare il proprio cammino.

Il primo punto è il luogo delle passioni, degli interessi, dei desideri e dei sogni. Individuateli, esplicitateli e assegnate loro un valore.

Al secondo punto mettete le attitudini, le predisposizioni,
la stoffa che ritenete di avete per confezionare il vostro abito: inutile pensare a fare gli ingegneri, se si è negati per i numeri.

Al terzo punto va inserita la qualità degli studi, la formazione posseduta, che può essere sufficiente o inadeguata, e richiedere l'integrazione di un ulteriore percorso formativo.

Infine, ma solo a questo punto, va inserita l'analisi della domanda del mercato. Verificate quale richiesta di lavoro e professionalità verrà sviluppata nel prossimo futuro, su quali settori sarà meglio puntare.


La bussola è uno strumento personale per mixare i quattro punti cardinali, che vi potrà orientare. Un'eccessiva enfasi su di uno solo di essi renderebbe la scelta inefficace o parziale.
Per questo avete il diritto e il dovere di farvi aiutare.

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I segreti per scegliere la laurea vincente

Messaggio  Gilberto Carron il Lun Lug 19, 2010 9:30 am

L'ora della rivincita: con gli studi giusti si spalanca il mondo del lavoro
WALTER PASSERINI


E dopo il giro di boa della maturità arriva il tempo delle scelte. Dei 500 mila che hanno affrontato gli esami, il 95% risulterà promosso. Di questi, un quarto si metterà a cercare un lavoro, il 5% frequenterà corsi di alta formazione e il 70% si iscriverà all'università. Molti lo faranno con consapevolezza, altri seguiranno gli amici, altri resteranno intrappolati nella schiera degli indecisi e rischieranno di far parte dell'esercito delle risorse sprecate, che silenziosamente cambierà corso, facoltà, università o abbandonerà gli studi entro il primo biennio.
Tre sono le riflessioni che sottoponiamo a chi pensa di iscriversi all'università e alle loro famiglie.

Il valore del sapere. E' assodato che i saperi e le conoscenze sono indispensabili per costruire il futuro. E' controproducente farsi incantare dalle sirene che vanno ripetendo che l'università è in crisi, che le triennali sono lauree deboli, che il mercato del lavoro è difficile, tanto vale entrarvi subito. Certo, l'università è in affanno, ma i profeti di sventura vanno smentiti, ricordando loro che studiare serve. E se l'effetto ottico dell’attuale domanda bassa di laureati delle imprese, unita a una significativa domanda di diplomati, può depistare gli impazienti, va invece riaffermata la necessità di guardare i fenomeni nel tempo: sul breve periodo i diplomati o una parte di essi, specie se provenienti dagli istituti tecnici, sembra riuscire a trovare un lavoro, ma sul medio e lungo periodo la rivincita della laurea è evidente, e paga meglio e di più di un diploma.

Quale università. Nonostante i difetti, l'università italiana mantiene diversi punti di forza, se si rispettano alcune regole. E' un luogo comune abbandonarsi al vizio esterofilo che vuole che solo all'estero vi siano buone università. Non è così. Certo, un'esperienza internazionale è importante, soprattutto per l'offerta di master e borse di studio di altissimo livello che si possono conquistare e che vedono una troppo scarsa partecipazione degli italiani. L'orizzonte è il mondo, ma diverse università in Italia non hanno nulla da invidiare alle migliori straniere. E allora, come scegliere?
Innanzitutto raccogliendo informazioni e non solo sul Web. Verificare le faculty (la presenza di ottimi docenti), le facilities (aule, laboratori, biblioteche), l'affollamento delle lezioni, l'offerta di borse di studio e stage, i servizi di orientamento delle matricole e di placement per laureandi e neolaureati. Cattiva consigliera è la pigrizia, che spinge a scegliere l'università più vicina a casa, mentre la scelta è quella del miglior contesto di studio possibile, compatibile ovviamente con la propria condizione sociale, e la rete di opportunità che viene messa a disposizione degli studenti.

Una bussola per il lavoro. Chi ha una forte vocazione può essere avvantaggiato, ma l'esercito degli indecisi è affollato. Una forte passione per alcune discipline è un buon parametro, ma va scoperta e coltivata, perché non appassisca ai primi temporali. Il nemico è l'improvvisazione, che va combattuta con l'entusiasmo, la curiosità, la partecipazione. Diffidare di chi dice: seguite solo le vostre passioni, qualcosa di buono ne verrà. Così come è altrettanto consigliabile diffidare di chi dice: seguite solo il mercato, il lavoro verrà. Non fatevi paralizzare dal dilemma troppo semplice: meglio essere un poeta, magari povero, ma felice, o un ingegnere, magari ricco ma insoddisfatto? Ogni percorso di orientamento responsabile richiede il supporto di una bussola.
Con i quattro punti cardinali ognuno progetterà il suo cammino. Il primo punto è il luogo delle passioni, degli interessi, dei desideri e dei sogni. Individuateli, esplicitateli e assegnate loro un valore. Al secondo punto mettete le attitudini, le predisposizioni, la stoffa che ritenete di avete per confezionare il vostro abito: inutile pensare a fare gli ingegneri, se si è negati per i numeri. Al terzo punto va inserita la qualità degli studi, la formazione posseduta, che può essere sufficiente o inadeguata, e richiedere l'integrazione di un ulteriore percorso formativo. Infine, ma solo a questo punto, va inserita l'analisi della domanda del mercato. Verificate quale richiesta di lavoro e professionalità verrà sviluppata nel prossimo futuro, su quali settori sarà meglio puntare.
La bussola è uno strumento personale per mixare i quattro punti cardinali, che vi potrà orientare. Un'eccessiva enfasi su di uno solo di essi renderebbe la scelta inefficace o parziale. Per questo avete il diritto e il dovere di farvi aiutare.
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